Young Carers: sensibilizzare gli operatori del settore

Young Carers: sensibilizzare gli operatori del settore

Gli young carers sono bambini e adolescenti che si prendono regolarmente cura di una persona cara. Assumendosi compiti e responsabilità tipiche degli adulti, spesso si trovano ad affrontare sfide troppo grandi per la loro età. È imprescindibile aiutare gli operatori dei settori sanitario, sociale ed educativo affinché siano in grado di riconoscere meglio questo genere di situazioni.

Autore

Jessenia Jakob, Tirocinante Bachelor of Science ZHAW Promozione della salute e prevenzione

Symbolbild, Pexels/ Kampus Production

In Svizzera, l’8% circa di bambini e adolescenti di età compresa tra i 10 e i 15 anni svolge regolarmente compiti di cura, assistenza o sostegno in ambito familiare, con una percentuale leggermente superiore tra le ragazze rispetto ai ragazzi. Ciò corrisponde a circa 50 000-100 000 bambini e adolescenti. Da studi condotti in Svizzera è emerso che gli young carers accusano molto più spesso stress, esaurimento emotivo, stanchezza e, in generale, un livello di benessere psicologico inferiore rispetto ai loro coetanei. In tanti si sentono sopraffatti, nutrono una forte preoccupazione nei confronti del familiare malato e hanno meno tempo da dedicare scuola, amici e svaghi. Nella quotidianità scolastica ciò si manifesta, tra l’altro, con assenze più frequenti, difficoltà di concentrazione e uno stress continuo dovuto al doppio ruolo che questi giovani devono svolgere conciliando studio e compiti di assistenza a casa. Anche le relazioni sociali possono risentirne. A fronte di ciò, molti young carers sviluppano risorse importanti come empatia, senso di responsabilità e competenze sociali particolarmente spiccate.

Il problema chiave: la mancanza di visibilità

Nonostante le difficoltà, i minori che vivono questo tipo di situazione ne parlano raramente, soprattutto quando si trovano a gestire i disturbi psichici di un parente o devono affrontare ulteriori difficoltà legate alla migrazione, quali barriere linguistiche, uno status di soggiorno precario o la mancanza di reti sociali. In frangenti del genere, i bambini spesso si assumono ulteriori responsabilità, ad es. fungendo da traduttori o da mediatori tra la loro famiglia e le istituzioni, accompagnando i genitori dal medico, spiegando il contenuto di comunicazioni scritte o aiutandoli a compilare moduli. In un confronto internazionale tra ricerca, politiche e offerte di sostegno, la Svizzera si colloca nella categoria «emerging awareness» (consapevolezza emergente). Appartengono a questa categoria i Paesi in cui la sensibilizzazione sociale e politica sul tema è attualmente in fase di sviluppo e le necessarie strutture di sostegno sono ancora in via di realizzazione. Il fatto che bambini e adolescenti si assumano delle responsabilità non è di per sé un problema, ma lo diventa quando:

  • sono costantemente sottoposti a stress eccessivo;
  • non ricevono un sostegno adeguato;
  • il loro ruolo resta invisibile;
  • devono mettere in secondo piano i loro bisogni, i loro interessi e le loro possibilità di crescita.

In Svizzera, questo tipo di situazioni passa spesso inosservato. Insegnanti, medici, assistenti sociali, vicini di casa non sempre si rendono conto che bambini e adolescenti si fanno carico di compiti di assistenza nonostante in alcuni casi abbiano disperato bisogno di una mano.

Gli operatori prestano troppo poca attenzione agli young carers

Spesso gli young carer non vengono riconosciuti nel loro ruolo perché gli operatori non analizzano sistematicamente la loro situazione. Da un sondaggio condotto tra operatori dei settori dell’istruzione, della sanità e del sociale in Svizzera è emerso che la figura dello young carers è ancora troppo poco conosciuta. Allo stesso tempo, è evidente che gli operatori entrano spesso in contatto con minori che svolgono questo tipo di ruolo, ma non riconoscono la loro situazione come tale.Ai genitori affetti da una malattia cronica viene chiesto sistematicamente se nel nucleo familiare vivono figli minorenni e come stanno? I figli vengono invitati ai colloqui di consulenza e viene loro chiesto direttamente se si sentono all’altezza della situazione? Senza domande mirate, spesso la condizione di questi giovani passa inosservata – finché non emergono difficoltà scolastiche o problemi di salute, nonostante i ragazzi siano già da tempo sottoposti a un forte stress.

«Ai genitori affetti da una malattia cronica viene chiesto sistematicamente se nel nucleo familiare vivono figli minorenni e come stanno?»

Spesso gli young carer non vengono riconosciuti perché la loro situazione di vita non viene analizzata in modo sufficientemente proattivo. A ciò si aggiunge il fatto che questi giovani spesso non cercano aiuto perché considerano la loro condizione «normale» oppure perché tacciono per lealtà o vergogna.

Come aiutare gli young carers

Diverse misure permettono di offrire un sostegno adeguato ai young carers:

  • Individuazione precoce a scuola, in ambito sanitario e nella sfera dell’assistenza sociale
  • Consulenza a bassa soglia per genitori e figli
  • Offerte di supporto come strutture diurne, servizi di sostegno e assistenza psicologica
  • Colloqui in cui bambini e adolescenti possano raccontare la propria situazione senza paura e senza sensi di colpa

«Get-togethers»: lo scambio rafforza gli young carers

Una valutazione svizzera ha fatto emergere l’efficacia del programma di peer support «Get-togethers». I partecipanti traggono particolare beneficio dallo scambio con altri giovani che si trovano in situazioni analoghe, dal sostegno emotivo e dall’accompagnamento professionale. L’offerta rafforza il sostegno sociale, le competenze per la vita e il networking. Lo studio evidenzia inoltre che non tutti gli young carer vengono raggiunti: i minorenni e gli young carer di genere maschile hanno infatti partecipato raramente agli incontri. Ciò dimostra che, a integrazione delle offerte esistenti, sono necessarie ulteriori forme di sostegno mirate per specifici gruppi target.

Per saperne di più

Altri articoli